Ticino e Grigioni

"Una tradizione persa"

Franco Pedrini amareggiato per la decisione di non far sostare Cassis in Leventina, nel suo viaggio verso il Ticino

  • 27.09.2017, 08:00
  • 4 maggio, 18:43
Franco Pedrini, sindaco di Airolo

Franco Pedrini, sindaco di Airolo

  • ©Ti-Press

“Prima di Ignazio Cassis tutti si sono fermati ad Airolo per pronunciare il loro primo discorso ufficiale in Ticino”. A parlare è Franco Pedrini, che non nasconde l’amarezza per la decisione dello staff del neo eletto consigliere federale di voler raggiungere giovedì il sud delle Alpi attraverso il nuovo tunnel di base del San Gottardo. Una scelta che, di fatto, esclude la tradizionale prima tappa ticinese in Leventina.

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Flavio Cotti accolto a Airolo dal Consiglio di Stato e dal sindaco Edo Beffa (18/12/1986)

RSI Info 27.09.2017, 08:00

“È terminata una lunga tradizione…; Flavio Cotti, Chiara Simoneschi Cortesi e da ultimo Filippo Lombardi l’hanno rispettata nel loro viaggio da Berna verso il Ticino”, aggiunge il sindaco di Airolo, che sottolinea: “È un segno dei tempi che cambiano. Nuove vie di collegamento, nuove abitudini… Peccato, perché se questo è il futuro… beh, non è certo roseo per le regioni periferiche, sempre più dimenticate…”.

Chiara Simoneschi Cortesi ad Airolo, presidente del Nazionale (2008)

Chiara Simoneschi Cortesi ad Airolo, presidente del Nazionale (2008)

  • ©Ti-Press

“Prendo atto della decisione che giunge dalla capitale federale. Il progresso non può essere fermato, ma questa scelta non la condivido. Non la condivido io, come non la condivide la gran parte della popolazione che rappresento. Molta è la gente, infatti, che pone domande e chiede spiegazioni, che non posso dare…”, continua Pedrini.

Filippo Lombardi, presidente Consiglio degli Stati (2013), ad Airolo

Filippo Lombardi, presidente Consiglio degli Stati (2013), ad Airolo

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“Attraversando la Galleria di base del San Gottardo si è preferito privilegiare un’immagine proiettata al futuro …; ma anche le tradizioni hanno una loro importanza. Il mio auspicio è che tutto ciò non si ripeta, e chi avrà l’onore di rappresentare il Ticino Oltralpe riconsideri l’importanza delle nostre tradizioni. Tradizioni del passato che, a mio modo di vedere, rappresentano un riconoscimento importante non solo per la Leventina, ma per tutte le regioni e valli periferiche della Svizzera italiana”, conclude.

Lino Bini

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