Hector Bravo Moron non ci sta: l’ex-re della movida luganese ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato ticinese, che in maggio aveva confermato la revoca del suo permesso di soggiorno "C", decretando di fatto l’espulsione dalla Svizzera del 47enne peruviano. Il tutto, a seguito della condanna penale inflitta a Moron nel 2013 per amministrazione infedele e bancarotta fraudolenta.
Il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è stato inoltrato mercoledì. Al Tram, il legale di “Tito”, Elio Brunetti, ha chiesto anche l’effetto sospensivo.
I motivi evocati sono tre: Moron non sarebbe, a differenza di quanto sostenuto dal Governo, una persona pericolosa, si trova in Ticino da 25 anni, e ha riconosciuto gli errori commessi. Ci sono poi i legami famigliari: la moglie e i due figli minorenni sono cittadini svizzeri. Senza dimenticare, infine, che il 47enne ha cambiato completamente vita e , oggi, lavora come magazziniere in una ditta privata.
Francesco Lepori





