La revisione della legge sulla pianificazione del territorio provocherà aumenti delle imposte, minaccerà posti di lavoro, nuocerà alla proprietà privata e lederà le competenze cantonali.
Questo, in sintesi, è quanto hanno sostenuto a Berna gli avversari, che fanno capo a un comitato interpartitico, lanciando la campagna in vista della votazione federale del 3 marzo. Del comitato fanno parte parlamentari dell'UDC, del PPD e del PLR, nonché esponenti dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, che ha promosso con successo il referendum contro la revisione della legge, che funge da controprogetto indiretto all'iniziativa popolare per il paesaggio. Quest'ultima chiede di non aumentare per 20 anni la superficie totale delle zone edificabili in Svizzera e sarà ritirata dai suoi promotori soltanto nel caso in cui le nuove norme superino lo spoglio delle urne.
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