Il numero di suicidi assistiti in Ticino a fine novembre ha raggiunto il numero di 51 (due terzi dei pazienti sono arrivati dall'Italia). Un anno fa erano 50, mentre due anni fa, ovvero nel 2014, 18. Lo scrive sabato il Giornale del Popolo, sottolineando che ieri, venerdì, vi è stato un incontro a Bellinzona tra le autorità cantonali per aumentare i controlli su un'attività, legale in Svizzera, ma a precise condizioni.
In particolare, la pratica del suicidio assistito (definito anche "buona morte") prevede, tra l'altro, che il medico abbia avuto più di un incontro con il paziente per definire le motivazioni e il tipo di malattia che causa, per esempio sofferenza. Inoltre, in tutto l'iter che porta il paziente a concludere la sua vita, attraverso la somministrazione di medicinali ad hoc, non deve esserci scopo di lucro.
Red. MM/M.Ang.




