Il direttore delle Strutture Carcerarie Cantonali, Stefano Laffranchini replica venerdì alla lettera che 22 detenuti dello Stampino hanno inviato al quotidiano La Regione Ticino, denunciando vermi e formiche nel cibo, multe e controlli massicci delle urine. Stigmatizzando il modo usato dai carcerati per segnalare il disagio, Laffranchini precisa che si attiverà per chiarire le questioni sollevate.
In merito alla qualità scadente del cibo, il personale stesso del carcere (lui compreso) pranza alla mensa dello Stampino, nutrendosi con le stesse pietanze dei detenuti. Inoltre il Laboratorio cantonale d’igiene verifica regolarmente le cucine e parte degli alimenti è preparata con ortaggi coltivati pure da una decina di reclusi.
Per i controlli delle urine, il direttore rimarca che rientrano nella lotta all’abuso di sostanze proibite che un obiettivo primario nel 2015. Considerando che i carcerati allo Stampino godono di una certa libertà, “l’unico deterrente efficace” spiega Stefano Laffranchini, “è un'analisi regolare delle urine”.
EnCa
La replica di Alessandro Comini Domeniconi, presidente dell'UGT
RSI Info 07.08.2015, 14:19
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CSI 18.00 del 07.08.2015 Il servizio di Daniela Giannini
RSI Info 07.08.2015, 20:02
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