Potenziare gli organi di verifica, migliorare l’efficacia dei controlli, adeguare costantemente le misure fiancheggiatrici e una serie di provvedimenti fiscali. Sono questi alcuni dei passi che il Governo ticinese intende compiere per riequilibrare il mercato del lavoro confrontato con la forte affluenza dall'Italia. Il Consiglio di Stato ha elaborato una serie di 60 misure che sono state presentate giovedì pomeriggio alla stampa.
L’obiettivo è correggere una diffusa “situazione di concorrenza sleale a protezione degli interessi del cantone e dei suoi lavoratori”. Tutto ciò tenendo però ben presente che si può intervenire a livello cantonale, ma che molto è di competenza federale.
Per questo, come ha spiegato la consigliera di Stato Laura Sadis, “dobbiamo farci conoscere a Berna e in Svizzera con delle proposte delle quali si farà portavoce la nostra deputazione alle Camere per dare sostanza al concetto di federalismo”. Parallelamente, come ha detto in precedenza il presidente del Governo Paolo Beltraminelli. “Lo sforzo dovrà essere pure quello di chiedere a chi chiama i padroncini di rendersi conto di cosa vuol dire responsabilità sociale”.
L'Esecutivo ha inoltre sottolineato che il rapporto costituisce una tappa intermedia, utile nella ricerca di soluzioni a una situazione oggettivamente difficoltosa per l’economia cantonale e sottolinea che “l’ampia condivisione che ha caratterizzato la genesi di questo studio costituisce una premessa positiva nella promozione degli interessi del Cantone e dei suoi abitanti”.
SP/Enca
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CSI 18.00 - Il servizio di Michele Rauch
RSI Info 12.12.2013, 18:48







