Ticino e Grigioni

Sei un pericolo? Non entri in Svizzera

Mon Repos ha respinto il ricorso di un uomo d'affari italiano condannato anche in Ticino per reati economici. Lui chiedeva la revoca del divieto d'entrata

  • 15.01.2014, 17:37
  • 4 maggio, 13:07
La sede del Tribunale federale a Losanna

La sede del Tribunale federale a Losanna

  • KEYSTONE

Sei sei un criminale e minacci il quieto vivere della Svizzera resti fuori dai confini. Ciò vale sia per gli autori di reati violenti, sia per chi fa del malaffare. È questo il senso della sentenza, pubblicata oggi, mercoledì, dal Tribunale federale nei confronti di un 52enne italiano che, nonostante le condanne per reati contro il patrimonio e il divieto d'entrata, chiedeva di poter mettere piede in Svizzera.

I precedenti

L’uomo d'affari era arrivato in Svizzera nel gennaio del 2008 ed aveva ricevuto un permesso di dimora. Poco tempo dopo era stato condannato dal Tribunale di Milano a tre anni di carcere per associazione a delinquere. In Svizzera era invece stato riconosciuto colpevole del riciclaggio di 19 milioni di euro e di ripetuta falsità in documenti (2 anni e mezzo la pena). Per questo motivo Berna emise un divieto d’entrata fino al 2019 (7 anni). Il Tribunale amministrativo federale aveva ridotto la durata a 5, ma il professionista aveva ricorso a Mon Repos, sottolineando che la sentenza non era motivata a sufficienza.

Vale anche per i reati finanziari

Il TF tuttavia ha confermato quanto deciso dalla seconda istanza e dall’Ufficio federale delle migrazioni, ovvero che l’entrata su suolo elvetico può essere vietata se uno straniero "ha violato o espone a pericolo l’ordine e la sicurezza pubblici". Nel caso specifico i requisiti di pericolosità, hanno spiegato i giudici, sono dati. Questi valgono "anche per i reati di natura economica". Inoltre, il 52enne non ha fornito elementi che provano "un particolare legame con la Svizzera".

Da.Pa.

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