Ticino e Grigioni

Rustici, chi è in zona rossa non ci sta

Una settantina le osservazioni che contestano gli atti del ricorso di Berna contro il piano degli edifici rurali di valore storico. Hanno preso posizione privati e enti locali

  • 08.04.2014, 11:58
  • 4 maggio, 13:13
Gli oggetti inclusi nella zona rossa, dove non sarebbe possibile ristrutturare, sono circa 1'400. Inizialmente erano più del doppio

Gli oggetti inclusi nella zona rossa, dove non sarebbe possibile ristrutturare, sono circa 1'400. Inizialmente erano più del doppio

  • Ti-Press / Samuel Golay /

Il ricorso di Berna contro il Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti (PUC-PEIP) fa ancora discutere. Le osservazioni inoltrate al Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) sugli atti pubblicati fino ad ieri, lunedì, relativi ai perimetri dove le ristrutturazioni di rustici sono vietate, sono una settantina. A prendere posizione, chiedendo di estendere le aree dov'è possibile intervenire sugli edifici, sono stati proprietari dei fondi nella cosiddetta zona rossa, patriziati e Comuni. L’esame delle osservazioni verrà fatto nelle prossime settimane.

L’estate scorsa l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) aveva parzialmente ritirato il ricorso presentato nell’autunno 2010 contro la prima versione del piano, ritenuta lacunosa. Rispetto alla prima mappa che riguardava circa 3'000 rustici (il 26% dei 11'502 oggetti del PUC-PEIP), si era passati a circa 1'400 edifici su 6'940 ettari.

Da.Pa.

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