La ricucitura di Roveredo, presentata giovedì ai cittadini (cfr. i correlati), ha suscitato immediate discussioni tra favorevoli e contrari a quanto si prevede di realizzare una volta liberato il paese dall'autostrada. Il progetto, di capitale importanza per il futuro della località mesolcinese, non ha raccolto solo plausi.
Tra le prime reazioni negative, ve n'è una arrivata da Parigi, da un architetto del paese emigrato sulle tracce dei Magistri moesani: Gabriele Bertossa. La sua è una bocciatura senza appello della proposta. "È un pezzo di periferia, di una qualsiasi periferia, trapiantato a Roveredo” ha scritto alle autorità. A suo dire: "mostra esattamente una non conoscenza del territorio e della storia”.
Ma l'architetto, in Francia da oltre 20 anni, tocca anche un altro aspetto: il prezzo al quale il comune intende cedere l'area liberata dall'A13. "Mi dispiace per 600'000 franchi, posso darveli anch'io, o facciamo una colletta e vi comperiamo i terreni” conclude lanciando una provocazione che potrebbe anche non essere considerata come peregrina.
Diem
Le ragioni del Municipio illustrate dal sindaco Alessandro Manzoni al Quotidiano




