L’atteso accordo globale tra Cantone, AET e Comuni, che dovrebbe sbloccare il rilascio della concessione per la realizzazione del futuro nuovo impianto idroelettrico del Ritom da 250 milioni di franchi condiviso da Ticino (25%) e FFS (75%), non è stato raggiunto.
La svolta era data per imminente già un anno fa ma, nel frattempo, come ci è stato confermato da entrambe le parti, non c’è stata. Anzi. Alla vigilia di Natale le posizioni, da un lato, del Cantone e dell’AET e, dall’altro, dei Comuni di Quinto ed Airolo rimanevano distanti. Ora si spera che qualcosa succeda dopo la Befana (sul tavolo di sono nuove proposte), ma nessuno si fa illusioni. La posta in gioco è troppo importante.
Lasciatosi alle spalle discussioni, tensioni e polemiche con le FFS, il Dipartimento finanze ed economia, dal quale dipende la questione, un anno fa confidava di poter trovare un accordo risolutivo con i Comuni in tempi brevi. Invece la questione si sta oltremodo trascinando. E ciò malgrado l’intervento del Consiglio di Stato che per uscire dall’impasse lo scorso aprile aveva incontrato i due Municipi.
Il Governo aveva posto sul tavolo il versamento ai Comuni di un indennizzo annuo di oltre mezzo milione di franchi per tutta la durata della concessione (80 anni). Ma alla prova dei fatti non era così e neanche l’arrivo del Natale ha permesso di sciogliere tutti i nodi. Nodi che intanto permettono alle FFS di continuare a sfruttare tutte le acque ticinesi del Ritom anche se la concessione è formalmente scaduta a fine 2005.
Diego Moles/Giulia Tavarini
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