Quattro dei cinque imputati al processo per la rissa all'allora Motel Castione del 17 giugno 2009 sono stati condannati. Il più anziano, il padre dell'ex direttore del locale a luci rosse, è invece stato prosciolto perché ebbe un ruolo marginale nella vicenda. È questa la sentenza pronunciata questa sera, mercoledì, dalla giudice Patrizia Gianelli dopo un giorno e mezzo di dibattimento.
Pene non uguali
Per la giudice le responsabilità per quanto accadde quattro anni fa non sono uguali. Per questo motivo le pene non sono identiche. I due "scagnozzi" italiani di 44 anni che si presentarono a Castione per permettere all'ex presidente della società di mettere le mani sul bordello, sono stati condannati per rissa a 30 aliquote giornaliere sospese per due anni. I due, un ex pugile e un buttafuori, hanno maggiori responsabilità, perché aggredirono i loro rivali, cercando di entrare nell'edificio dove quest'ultimi si barricarono
Ai loro contendenti, ovvero l'ex titolare dell'esercizio e suo fratello, sono invece state inflitte 15 aliquote sospese. Secondo il verdetto non possono essere considerati innocenti perché non si limitarono a proteggersi e a mettersi in salvo, ma presero parte alla bagarre.
“Scena da film western”
Riferendosi alla violenza dello scontro la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha paragonato la vicenda ad una scena da film western. L’accusa ha chiesto la condanna dei cinque imputati alla pena di 30 aliquote sospese per due anni. Le rispettive difese hanno invece chiesto l'assoluzione dei loro assistiti e hanno prospettato un ricorso in appello.
Red. MM/Da.Pa.






