Il cittadino italiano residente in Ticino (dove disponeva di un permesso B) arrestato in dicembre per i suoi presunti legami con la 'ndrangheta, la mafia calabrese, resterà in carcere. Il Tribunale penale federale ha confermato la sua decisione di prima istanza, adducendo quali motivazioni i pericoli di fuga e di collusione.
L'uomo è sospettato di aver riciclato denaro di provenienza malavitosa attraverso affari immobiliari per conto di un clan attivo a Milano, guidato da due fratelli finiti in carcere nel 1996 e tornati a delinquere dopo il rilascio nel 2009. Poco prima che le manette scattassero ai suoi polsi, la polizia italiana aveva arrestato 59 persone nel quadro di una vasta operazione in tutto il paese.
pon/ATS




