Il “palo” della banda rumena che il 9 marzo del 2012 ferì un 30enne kosovaro a Bissone è a processo da martedì alla Corte delle Criminali di Lugano in assise a Mendrisio, presieduta dal giudice Mauro Ermanni. Le accuse nei suoi confronti sono quelle di complicità in tentato assassinio, favoreggiamento e appropriazione indebita. Per lui l’accusa ha chiesto 6 anni di carcere, ma la difesa, sostenendo che non è dimostrabile che l’uomo fosse a conoscenza delle intenzioni dei complici, punta a un massimo di 18 mesi.
L’uomo non è intervenuto direttamente nell’aggressione perpetrata da tre suoi connazionali nei confronti di un albanese in quella che si è rivelata essere una guerra tra gang rivali per il controllo della prostituzione in alcuni locali notturni sottocenerini. La vittima era stata portata in ospedale con 13-14 ferite da arma da taglio.
Due dei tre aggressori sono stati arrestati, come ricorda il Corriere del Ticino nella sua edizione di mercoledì, mentre uno è ancora latitante in Irlanda. L’autore materiale del delitto è stato condannato nel mese di giugno del 2013 a 10 anni di carcere per tentato omicidio.
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