Ticino e Grigioni

"Offerta asili nido da potenziare"

È quanto emerge da uno studio dell’Università di Losanna che ha analizzato la situazione in Ticino

  • 28.03.2011, 14:08
  • 4 maggio, 12:11
Nuovo caso in un asilo del Luganese

Nuovo caso in un asilo del Luganese

  • ©Ti-Press

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  • CSI 18.00 BOHRER ASILI NIDO 28.03.11.MUS

    RSI Info 28.03.2011, 19:34

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Molto è stato fatto ma molto rimane ancora da fare. Potremmo sintetizzare con queste parole l’analisi della domanda e dell’offerta nelle strutture d’accoglienza della prima infanzia in Ticino, realizzata dall’Università di Losanna.

Lo studio prende in esame la complessa realtà dell'affidamento dei bambini fino ai tre anni nelle strutture sovvenzionate dal cantone, in quelle non sovvenzionate e nelle famiglie diurne. Obiettivo: fotografare la situazione a quattro anni dall'entrata in vigore della legge per le famiglie e proporre eventuali modifiche.

Dai dati presi in esame emerge che, nel 2009, negli asili nido sovvenzionati vi erano 2'030 bambini, in quelli non sovvenzionati 106, mentre nelle famiglie diurne 228. Non solo, in quell’anno in Ticino in ogni nido vi era mediamente un posto ogni 1,85 bambini. Un rapporto che cambia a seconda della regione: nel Luganese era di 1,7 e nelle Tre Valli di 3,7. Ma non è nell’alto Ticino il luogo dove vi sono stati più rifiuti per mancanza di posti, poiché dai dati emerge che la situazione più critica era nel Mendrisiotto. Non solo, dai dati emerge pure che nelle regioni di montagna l'utilizzo di asili è meno frequente rispetto a quello delle famiglie diurne, che andrebbero quindi maggiormente sostenute.

Il generale, comunque, i vari indicatori giungono alla medesima conclusione: l'offerta andrebbe potenziata. Tra i suggerimenti che vengono proposti figura: mettere maggiormente in rete i vari attori (le associazioni di famiglie diurne, gli asili sovvenzionati e quelli non), nonché creare un organo specifico per meglio gestire le collaborazioni e gli scambi, così come già accade in altre regioni della Svizzera.

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