Il Ministero pubblico sta valutando se sia ipotizzabile anche il reato di truffa ai danni delle casse malati in relazione alla mastectomia errata ai danni di una 67enne del Sottoceneri avvenuta lo scorso anno alla Clinica Sant’Anna.
“La Procura - spiega Giorgio Merlani - dovrà accertare che tipo di fatturazione è stata presentata. È possibile che qualcuno maldestramente abbia mandato la fattura completa senza correggerla anche se - ipotizza il medico cantonale - non credo che si possa rinfacciare una truffa per mestiere”.
Intanto emergono altri dettagli. L’errore fu causato da una serie di circostanze. Tra queste anche il mancato controllo del braccialetto di identificazione. Immediatamente dopo l’operazione, durante la compilazione di un documento il medico avrebbe infatti detto che bisognava cambiare l’etichetta, perché il nome era sbagliato. Il nominativo invece sarebbe stato proprio quello giusto; la donna operata, però, quella sbagliata.
L’altra paziente, quella a cui era destinata in maniera corretta la mastectomia, avrebbe dovuto essere operata più tardi durante la medesima giornata. Nel frattempo, però, fu appurato l’errore e scongiurato un secondo intervento errato.
Quot/ab




