L’ultimo colpo di scena concretizzatosi martedì sera durante il Consiglio comunale di Lugano ha fatto sì che il LAC nei prossimi mesi non avrà un consiglio direttivo. Di fatto si tratta di uno stop, considerato che non c’è stato accordo sulle nomine per l'ente autonomo del centro culturale.
Inoltre, c'è il ricorso sulla seconda fase della procedura d'elezione, già annunciato dai liberali-radicali, che attendono solo la pubblicazione della decisione per attivarsi in merito. Le CSI hanno sentito il direttore del LAC, Michel Gagnon, un diretto interessato che ha seguito lo scontro sulle nomine da lontano: "È importante dire che il LAC ha un piano strategico chiaro che è condiviso dal Municipio, perciò ho fiducia e credo che i municipali, per quanto riguarda le nomine, faranno la scelta giusta".
E sulla questione LAC si è espresso anche il consigliere di Stato Manuele Bertoli, responsabile del dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport: "Credo che la mia opinione non diverga da quella dei ticinesi, si è voluto politicizzare qualcosa che meritava di rimanere su un altro piano. Spero che a Lugano si riesca a ritrovare il bandolo della matassa con calma e con un po’ più di ragionevolezza rispetto allo spettacolo dato in queste due occasioni".
CSI/EnCa/CaL




