"Le maglie erano troppo larghe, con il senno di poi è chiaro", ammette il direttore della divisione della scuola Emanuele Berger. Questo anche alla luce di altri casi conclamati in passato. "Bisogna però capire come restringerle". L'ex sacerdote a processo a Lugano per gli abusi commessi durante 14 anni su una giovane donna, 12enne al momento dei primi fatti, aveva infatti precedenti penali: una condanna per atti di libidine su un fanciullo nel 1988, una per possesso di materiale pedopornografico nel 2011. Senza contare i casi finiti in prescrizione. Ciononostante l'uomo era passato da parrocchie del Sopra- e del Sottoceneri, ricoprendo anche il ruolo di insegnante di religione.
A scegliere chi assume questo compito è la diocesi, precisa Berger, e quindi è anche suo il compito di verificarne i precedenti. Il DECS, però, ha pure lui una responsabilità, "che comincia nella formazione, perché c'è un'abilitazione. E poi c'è un ruolo di sorveglianza" che pure spetta al cantone. Il Dipartimento è pure molto attivo sul fronte della prevenzione, ricorda ancora l'alto funzionario.
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