Il Cantone non può costituirsi accusatore privato nell’inchiesta sul “Lumino’s”, né accedere agli atti dell’indagine. Almeno per ora. Lo ha stabilito la Corte dei reclami penali, concedendo l’effetto sospensivo all’istanza inoltrata nei giorni scorsi dal legale del direttore del postribolo di Lumino, Luigi Girardi. Istanza con la quale l’avvocato Filippo Gianoni s’è opposto appunto alla richiesta dell’autorità cantonale , perché non direttamente coinvolta nella vicenda. Fino a quando la Crp non si sarà espressa al riguardo – ha comunicato stamane alle parti il presidente, Mauro Mini – la situazione rimarrà quella attuale.
Francesco Lepori









