L’ex titolare della BAM Security ha potuto lasciare l’ospedale Civico, dov’era in detenzione dalla fine di giugno; da quando la magistratura aveva ordinato il suo arresto per una lunga serie di reati, riferiti soprattutto all’accoltellamento di Bissone.
La vittima del fatto di sangue, un 30enne kosovaro, lo aveva indicato come il mandante dell’aggressione subìta, la notte del 9 marzo, da tre cittadini rumeni (due dei quali tuttora latitanti). Aggressione da cui poi erano scaturiti l’operazione Domino e i blitz nei locali della movida luganese.
Non ci fu premeditazione, solo un incontro degenerato in rissa
Il buttafuori aveva parlato di un regolamento di conti per la gestione della sicurezza al Nyx, la discoteca del Casinò. Le sue dichiarazioni non hanno però trovato riscontro; nemmeno nei verbali dell’autore stesso dell’accoltellamento. Il rumeno non ha chiamato in causa alcun mandante. Ha escluso anzi qualsiasi premeditazione, descrivendo quanto avvenuto a Bissone come un incontro degenerato in lite, e sostenendo la tesi della legittima difesa.
Per il 39enne italiano (agli arresti al Civico a causa di una grave malattia) il procuratore pubblico Nicola Respini ha quindi rinunciato a chiedere la proroga della carcerazione preventiva.
Francesco Lepori
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