Ticino e Grigioni

L'esercito va fino in fondo

Impugnata la sentenza a favore di una recluta ticinese ritenuta "un rischio per la sicurezza"

  • 18.06.2014, 17:03
  • 4 maggio, 13:26
Arma personale

Arma personale

  • keystone

L’esercito svizzero ha deciso di ricorrere contro la sentenza emessa dal Tribunale amministrativo federale (TAF) relativa al caso di un giovane ticinese ritenuto “un rischio per la sicurezza” perché simpatizzante della destra radicale. Il servizio specializzato che valuta i rischi durante le fasi di arruolamento aveva raccomandato “di non consegnargli alcuna arma in base a un potenziale di violenza accresciuto”.

Il TAF aveva accolto il ricorso del ragazzo, giudicando che in Svizzera non è proibito avere idee radicali e che queste non possono essere motivo per escludere un cittadino dalla leva.

Le motivazioni, però, non hanno convinto le forze armate. Dopo un’analisi attenta delle motivazioni il Dipartimento federale della difesa, della protezione e dello sport ha quindi deciso di impugnare la sentenza al Tribunale federale.

“L'esercito – si legge mercoledì in un comunicato - vuole impedire che persone potenzialmente pericolose per se stesse e per il proprio entourage possano assolvere la scuola reclute o che venga consegnata loro un'arma personale”.

Red MM/ab

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare