Si continua ad indagare a quasi quattro settimane dal delitto della giovane maestra, sulla versione fornita agli inquirenti dall'unico sospettato che ha ammesso solo l'occultamento del cadavere. Infatti, qualcosa non torna. Così la polizia scientifica è tornata a Stabio.
Quel venerdì sera l'indagato dice di aver trovato del sangue sul pavimento della camera accanto al corpo della donna, particolare non confermato dagli inqurenti che a breve potrebbero effettuare dei rilievi con il Luminol. Sarà quindi accompagnato in quella stanza per ricostruire l'accaduto, per spiegare la dinamica del trascinamento del corpo avvolto nel tappeto dal primo piano della casa fino al baule della sua auto, visto che dice di aver fatto tutto da solo.
Resta poi l'incognita dell'orario fornito: il cognato della vittima ha detto di essere stato nella villetta tra le 19.00 e le 20.00, mentre l'autopsia svolta in Italia fisserebbe l'orario del decesso intorno alle 23.00 Intanto la procuratrice pubblica, Pamela Pedretti, ha disposto nuovi accertamenti sulla salma e non esclude la perizia psichiatrica dell'unico indagato. Ha inoltre interrogato gli agenti che la mattina di lunedì 17 ottobre hanno bussato alla porta dell'abitazione per capire perché la maestra non si fosse presentata a scuola dai suoi allievi. Nello stesso momento in cui la madre della vittima è uscita da un silenzio durato due giorni e mezzo, denunciando la scomparsa della figlia.
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