E’ stato un dibattito impegnativo quello che martedì che ha visto il Gran Consiglio esprimersi sulla nuova legge sull’Azienda elettrica ticinese (AET). I vari gruppi politici si sono infatti concentrati a fondo sulla valutazione degli argomenti a favore o contro il messaggio elaborato dal Consiglio di Stato.
Va ricordato che questa profonda revisione è tesa a soddisfare l’esigenza di adattare e snellire i rapporti tra azienda elettrica e istituzioni, poiché la realtà in cui opera attualmente l'AET è diversa dal passato. Il disegno di legge concede al Governo ruoli cardine nel vigilare sull'AET, mentre al Legislativo resta un compito di alta vigilanza. Tale riforma si basa d'altronde sulla moderna Public Corporate Governance.
La cosa ha suscitato qualche voce critica, ma la normativa è stata adottata anche con il supporto dell'unico rapporto commissionale (tenendo conto che il mercato è ormai "liberalizzato" e la concorrenza è internazionale) che era favorevole, oltre che siglato dagli esponenti di tutti i gruppi politici. La riforma è stata approvata con 57 sì, 6 no e 9 astenuti.
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