Firmata da Greta Gysin a nome del gruppo dei Verdi in Gran Consiglio, una nuova interrogazione chiede lumi sull'investimento dell'Azienda elettrica ticinese nella centrale a carbone di Lünen, in Germania.
"Perdite non smentite"
Nella sua risposta di ieri , sottolinea la deputata ecologista, l'AET non ha affatto contestato che l'energia prodotta dall'impianto costerà di più di quella acquistata sul mercato. Anzi, "confida nella buona sorte" perché nell'arco dei prossimi 20 anni (prima quindi che sia obbligata a cedere la sua quota) l'investimento di riveli redditizio.
Il Governo sapeva?
"L’affermazione più inquietante della replica di AET è però che i dati economici dei Verdi¨ non aggiungono niente di nuovo", scrive ancora la Gysin. Durante il dibattito parlamentare e la campagna in vista del voto popolare, però, l'AET aveva sempre sostenuto che l'operazione avrebbe dato buoni frutti, economicamente parlando. Ecco allora che al Consiglio di Stato vanno poste nuove domande: da quando l'AET sapeva che l'elettricità di Lünen sarebbe stata più cara di quella comprata sul mercato? E quando sono stati informati il Governo e la Commissione energia del Parlamento? Quali erano infine le cifre note al momento del voto popolare?





