Se si andasse oggi alle urne l'iniziativa del consigliere agli Stati sciaffusano Thomas Minder contro le retribuzioni abusive verrebbe accolta dal 65% dei votanti, contro il 25% di contrari.
Questo è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto di ricerche GFS di Berna per conto della SRG SSR in vista del voto del 3 marzo. Nonostante il vantaggio sia notevole, l'esito rimane comunque incerto, spiegano gli esperti. Questo poiché le discussioni sul progetto di legge in questione sono appena iniziate e gli indecisi – il 10% degli oltre 1'200 intervistati – potrebbero tendere al “no”.
Stando allo studio effettuato, un altro aspetto che non dovrebbe far cantare vittoria agli iniziativisti troppo presto è il fatto che una buona parte del campione si dice solo “piuttosto” favorevole, senza una forte convinzione. Queste persone potrebbero anche cambiare idea nel segreto dell’urna.
Elettori di sinistra e classe media per il “sì”
Coloro che sono soliti votare a sinistra sono chiaramente favorevoli all’iniziativa, mentre soprattutto chi sceglie il Partito liberale radicale è tendenzialmente pronto a votare “no”. Ma l’aspetto interessante riguarda gli elettori democentristi: quasi il 50% di coloro che votano UDC si esprimerà sicuramente a favore del progetto di legge, andando quindi contro le direttive emanate dai vertici del partito.
Va inoltre sottolineato che la polarizzazione a favore del progetto contro i salari astronomici dei top manager in Svizzera non è di tipo partitico ma sociale: le persone maggiormente irritate dalle retribuzioni di alcuni dirigenti sembrerebbero i lavoratori della classe media.
Anche gli altri due progetti verrebbero promossi
Stando ai dati raccolti dall’istituto GFS, anche il progetto di revisione della legge sulla pianificazione del territorio e l’aggiunta nella Costituzione di un articolo per la politica famigliare verrebbero approvati, rispettivamente con il 54% e il 66% dei consensi. Per quanto riguarda la revisione della legge sulla pianificazione del territorio, la percentuale di indecisi è però del 28%.
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