Cinque dei presunti autori dello stupro di una 23enne indiana, morta sabato in ospedale a Singapore, sono stati formalmente rinviati a giudizio oggi, mentre il sesto è minorenne e sarà giudicato da un magistrato competente e se la sua età sarà confermata.
A differenza degli altri, non rischierà così la pena di morte per impiccagione, raramente applicata in India (l'ultima volta con l'unico inizialmente sopravvissuto fra gli attentatori di Mumbai) e auspicata pure dal padre della vittima. I capi di imputazione contro i sei adulti, di età compresa fra i 19 e i 35 anni, sono contenuti in un fascicolo di mille pagine, che sarà ora trasmesso alla corte che processerà il quintetto per direttissima. Le udienze non saranno pubbliche. Agli imputati sarà fornita un'assistenza legale d'ufficio, in quanto tutti gli avvocati iscritti al foro locale si sono rifiutati di rappresentarli
La ragazza era stata violentata e torturata con una spranga su un bus il 16 dicembre e poi gettata per strada nuda. L'autista, anche lui fra gli stupratori, aveva anche cercato di investirla. Pure il fidanzato della giovane era stato picchiato. La brutalità dell'aggressione aveva suscitato un'ondata di sdegno e manifestazioni nella capitale e in altre città del paese.
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