Hector Bravo Moron e Paolo Guarnieri sono accusati anche e soprattutto di bancarotta fraudolenta , ma nessuna delle società a loro riconducibili (per Guarnieri solo la Nyx SA) è mai stata posta in fallimento, nonostante in cinque anni siano stati emessi 150 attestati di carenza beni, per un totale di un milione di franchi di crediti vantati dall'ente pubblico.
L'inchiesta Movida mette così in luce un punto debole del diritto in materia di esecuzione e fallimento. Le società di gestione delle discoteche avrebbero infatti accumulato in modo fittizio debiti sia nei confronti di privati sia verso l'ente pubblico. Circostanza, quest'ultima, che per legge impediva il loro fallimento e che costituisce parte integrante del filone finanziario delle indagini.
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John Noseda al microfono di Gian Paolo Driussi
RSI Info 24.10.2012, 20:15
Reati di natura violenta
Vi è poi quello relativo ai reati di natura violenta, riguardo al quale i due imputati negano categoricamente ogni coinvolgimento. All'origine dell'inchiesta - oltre a segnalazioni sull'impiego di personale senza permesso e alle denunce di persone che dicono di essere state malmenate dai buttafuori - vi è anche il ritrovamento di una persona a terra, priva di sensi, vicino al Nyx, nell'ottobre 2011. Episodio questo che stando alla vittima sarebbe imputabile ai buttafuori.
"Tagliare i fenomeni alla radice"
I cinque locali visitati dalla magistratura restano intanto chiusi per esigenze istruttorie e il Procuratore generale John Noseda ha risposto al malcontento di chi è ora senza lavoro sostenendo che bisogna “tagliare alla radice” questi fenomeni e le fonti di guadagno illecito, poiché tali fenomeni criminali hanno anche “gravi ripercussioni sociali”.
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