Il vicedirettore di Svizzera turismo Urs Eberhardt ha affermato oggi, venerdì, che i segnali più positivi dell'aumento di pernottamenti della clientela indigena giungono dal Ticino, dai Grigioni e dalla regione del Lemano.
Lo ha confermato anche il direttore dell'Agenzia turistica ticinese Elia Frapolli: "Dati precisi non ne abbiamo ancora ed è un po' presto per una valutazione, — ha detto ai microfoni della RSI (ascolta l'audio) — però nonostante il tasso di cambio euro franco renda più allettante per gli svizzeri un viaggio all'estero, si constata una tenuta del mercato interno, soprattutto se paragonata all'anno scorso".
Il difficile contesto internazionale, poi, ha aiutato. Sempre meno confederati, infatti, scelgono di andare in Turchia, Egitto o in Tunisia, ma anche a Parigi. Frapolli: "La sicurezza è un elemento chiave nella scelta della propria destinazione. La Svizzera è riconosciuta come una meta dove la sicurezza è molto elevata", ha concluso Frapolli.
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