“In un caso del genere è certo che nell'Amministrazione cantonale ticinese verrebbe aperto un procedimento disciplinare”. A spiegarci come verrebbe trattata una vicenda simile a quella della segretaria bollente di Palazzo federale, è Verena Vizzardi, responsabile della Sezione delle delle risorse umane. In Ticino casi di questo tipo tuttavia non ve ne sono stati.
La funzionaria ci ha spiegato che ai dipendenti cantonali si raccomanda prudenza nel prendere posizione pubblicamente, quindi anche sui social network. Ogni anno il Cantone avvia alcune decine di procedimenti (tra i 20 e i 30) e una parte di queste finisce senza sanzioni.
Per le valutazioni ci si basa sull’articolo 23 della Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti. Questo recita che da un lato il dipendente deve “mostrarsi degno della stima e della fiducia richieste dalla sua funzione pubblica e tenere un contegno corretto e dignitoso sia nello svolgimento della funzione stessa sia nella vita privata”.
Da.Pa.




