"I due dipendenti saranno fin da subito sospesi e privati dello stipendio, in seguito saranno licenziati: il rapporto di fiducia è seriamente compromesso". Così si è espresso il sindaco di Lugano, Marco Borradori, in apertura della conferenza stampa organizzata per rendere noti i provvedimenti che la città intende adottare a seguito dell'arresto di due suoi funzionari, accusati tra l’altro di corruzione passiva.
"Questa per il Municipio è l'unica soluzione sostenibile - ha continuato il capo dell'Esecutivo - anche per tutelare la stragrande maggioranza dei dipendenti comunali che svolge al meglio il suo lavoro". L'inchiesta amministrativa interna nel frattempo continua; proseguirà di pari passo con quella penale. "Anche in presenza di controlli minuziosi non si sarebbe scoperto nulla: i due hanno agito in modo abile", ha inoltre affermato Borradori.
Oltre alla coppia è finito in carcere anche il "corruttore", un imprenditore del Luganese, attivo con le sue ditte nei settori della manutenzione edile e della pulizia degli stabili. Sull'uomo pendono le accuse di corruzione attiva, falsità in documenti e complicità in reati amministrativi.
La città si costituisce accusatrice privata
La città si è costituita accusatrice privata nell'ambito dell'inchiesta. Stando al sindaco, Lugano farà poi capo alla legge sulle commesse pubbliche e verosimilmente estrometterà le ditte dell'imprenditore dalla possibilità di ottenere mandati e appalti pubblici.
I due dipendenti dell'amministrazione comunale, un 27enne ed un 40enne entrambi collaboratori del servizio manutenzione immobili del Dicastero servizi urbani, sono altresì accusati di abuso di autorità, infedeltà nella gestione pubblica e falsità in documenti. I due sono rei confessi; avrebbero ricevuto mazzette dall'imprenditore per agevolare le sue ditte nell'assegnazione di mandati diretti. I due dipendenti saranno sentiti appena possibile anche dalla Città di Lugano
La somma che i due impiegati comunali avrebbero lucrato ammonterebbe a circa 30'000 franchi per il periodo tra il 2010 e il 2012. A chi gli ha chiesto se la città chiederà un risarcimento, Borradori ha risposto: "Il danno finanziario è minimo, quello che conta è il danno d'immagine, e quello non ha prezzo".
LudoC.






