Decreto di abbandono per lo studente che durante le giornate autogestite della scuola di commercio a Bellinzona organizzò la proiezione di un film osceno. Il ragazzo aveva dichiarato che il suo intento era quello di affrontare il tema della guerra nei Balcani, attraverso la metafora proposta dal lungometraggio e di far passare un messaggio di denuncia nei confronti di questo genere di violenze.
La convinzione del giovane di proporre una pellicola di un certo interesse culturale, che lui stesso aveva annunciato come violenta invitando le persone sensibili e i minorenni a lasciare la sala prima della proiezione, gli ha consentito di essere scagionato dai reati di pornografia e rappresentazione di atti di cruda violenza.
Il decreto d’abbandono è firmato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni e solleva quindi il giovane del Bellinzonese, come riferisce laRegione, dalle accuse contenute nella denuncia a sua carico per avere mostrato a una cinquantina di suoi compagni “A Serbian film” nel marzo 2015.
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