Verrà processato l’87enne ticinese che il 3 luglio scorso uccise la moglie, nella loro abitazione di Faido. La perizia psichiatrica, allestita dal dottor Carlo Calanchini, non ha potuto confermare in maniera categorica la sua totale incapacità d’intendere e volere (l’esperto parla piuttosto di una grave scemata responsabilità). La procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha appena chiuso l’inchiesta, e a breve – come detto – firmerà dunque il rinvio a giudizio.
Ancora oscuro il movente del delitto, anche perché l’uomo sostiene di non ricordare più nulla. Di certo non ha agito, come ipotizzato inizialmente, per porre fine alle sofferenze della donna. Le indagini hanno comunque stabilito la causa del decesso: la vittima – altra novità – è stata soffocata.
L’87enne, difeso da Isabel Schweri, si trova attualmente in una casa per anziani. Al momento non è infatti carcerabile. Da notare inoltre che l’inchiesta ha evidenziato chiare lacune nella sua presa a carico prima dell’omicidio.
Francesco Lepori
Dal Quotidiano 4.12.2015:




