Da un paio d’anni abita a Riva San Vitale. Vi risiede con tanto di permesso B. Un permesso rilasciatogli a dispetto dei pesanti trascorsi con la giustizia italiana. I suoi precedenti penali sono emersi soltanto alla fine di novembre, quando è stato arrestato nell’ambito della cosiddetta “truffa delle auto”.
In passato, come confermato da lui stesso, il 39enne siciliano aveva fatto parte nientemeno che di una cosca mafiosa. Era anche evaso più volte dal carcere di massima sicurezza di Palermo, dove stava scontando le pene inflittegli per i numerosi reati commessi da affiliato. Una fedina inquietante, di cui le autorità elvetiche non erano a conoscenza; al di là del fatto che (stando almeno alle sue dichiarazioni) fosse giunto in Svizzera proprio per cambiare vita.
Poi il passo falso, commesso accettando di fungere da prestanome per chi importava in Ticino le vetture rubate oltre confine. Solo a quel punto, come detto, si è venuti in possesso del suo casellario giudiziale. Il 39enne è ora nuovamente a piede libero. Qualche giorno fa la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti ne ha disposto la scarcerazione. L’uomo resta comunque indagato per ricettazione e altri reati.
Francesco Lepori
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