Ticino e Grigioni

Espulsi i genitori dei Khachia

Annuncio del ministro italiano Alfano: "Idee radicali come quelle del figlio morto in Siria"

  • 20.05.2016, 17:30
  • 4 maggio, 15:24
Abderrahmane Khachia (a sinistra) e  Abderrahim Moutaharrik

Abderrahmane Khachia (a sinistra) e Abderrahim Moutaharrik

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I coniugi marocchini Khachia Brahim e Loumiy Zhour, che "condividevano l'ideologia estremista dei due figli", sono stati espulsi dall'Italia con un volo diretto a Casablanca. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno italiano, Angelino Alfano.

I due coniugi espulsi, rispettivamente di 59 e 50 anni, erano residenti in provincia di Varese. "L'uomo, in particolare - ha detto Alfano - aveva svolto un ruolo cruciale per il trasferimento di uno dei suoi due figli in Siria, dove poi il giovane avrebbe trovato la morte". "Proseguono le espulsioni di persone potenzialmente pericolose per la sicurezza del nostro paese - ha concluso il ministro - arrivate a 88, se si considerano anche le 66 del 2015".

Il figlio Oussama Khachia, lo ricordiamo, di Viganello, era un foreign fighter espulso dall'Italia nel gennaio 2015 ed ucciso in Siria, mentre il fratello di 23 anni, Abderrahmane Khachia, residente in provincia di Varese, era stato arrestato il 28 aprile in un'operazione antiterrorismo, con l'accusa di voler di voler partire in Siria per combatter con l'organizzazione Stato islamico, insieme ad Abderrahim Moutaharrik (il kickboxer di Lecco che si allenava in Ticino) e a sua moglie Salma Bencharki.

Questi ultimi sono da parte loro stati trasfertiti dal carcere milanese di San Vittore, rispettivamente: nel carcere di massima sicurezza di Sassari e in quello di Roma.

RedMM/M.Ang.

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