La procuratrice Margherita Lanzillo ha chiuso l’inchiesta sull’infortunio sciistico che il 15 gennaio del 2012, ad Airolo-Pesciüm, costò la vita a un bambino italiano di 10 anni. Il magistrato firmerà a breve due decreti d’abbandono: uno per il padre, uno per i responsabili della Valbianca SA, la società che gestisce gli impianti.
I vertici della stazione erano peraltro già stati “scagionati” dalla perizia giudiziaria. Il rapporto, allestito da un esperto d’oltre Gottardo, non aveva riscontrato infatti alcuna manchevolezza in correlazione diretta con l’incidente.
Quella mattina - si ricorderà – la vittima si lanciò sulla nera che parte da Varozzei. Il papà lo richiamò, ma ormai era tardi. Lui cadde, e cominciò a scivolare lungo il pendio, terminando poi contro il muretto di neve che a valle delimita la pista. Il ragazzino di Cantello morì sul posto.
Francesco Lepori
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