Ticino e Grigioni

Dieci domande, Cagnotti non ricorre

La condanna del direttore di "Confronti" per la pubblicazione dell'articolo su Boris Bignasca è definitiva

  • 01.12.2013, 13:00
  • 4 maggio, 12:35
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  • Ti-Press / Ti-Press

La condanna del direttore di “Confronti” Marco Cagnotti per la pubblicazione dell’articolo con le dieci domande a Boris Bignasca è definitiva. Lo riferisce il Mattino della domenica. La Corte d'appello e di revisione penale è già stata informata della decisione (domani scadono i termini). A confermarci di aver rinunciato a interporre ricorso contro la sentenza di primo grado è lo stesso responsabile del mensile socialista. Il giornalista non commenta la sua scelta.

Pena sospesa

In pretura Cagnotti, che non è l’estensore dei contenuti lesivi, è stato condannato ad una pena pecuniaria sospesa di 1'200 franchi e a una multa di 500 franchi perché ritenuto colpevole di "mancata opposizione a una pubblicazione punibile".
Nel verdetto il giudice Siro Quadri ha precisato che non si può "legalizzare il testo contestato solo perché altri media si esprimono" in modo volgare.

Red. MM/Da.Pa.

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