La condanna del direttore di “Confronti” Marco Cagnotti per la pubblicazione dell’articolo con le dieci domande a Boris Bignasca è definitiva. Lo riferisce il Mattino della domenica. La Corte d'appello e di revisione penale è già stata informata della decisione (domani scadono i termini). A confermarci di aver rinunciato a interporre ricorso contro la sentenza di primo grado è lo stesso responsabile del mensile socialista. Il giornalista non commenta la sua scelta.
Pena sospesa
In pretura Cagnotti, che non è l’estensore dei contenuti lesivi, è stato condannato ad una pena pecuniaria sospesa di 1'200 franchi e a una multa di 500 franchi perché ritenuto colpevole di "mancata opposizione a una pubblicazione punibile".
Nel verdetto il giudice Siro Quadri ha precisato che non si può "legalizzare il testo contestato solo perché altri media si esprimono" in modo volgare.
Red. MM/Da.Pa.





