L'uccisione della terapeuta a Bellevue (GE) ha scosso il mondo politico svizzero, che chiede ora norme più severe.
Con sfumature diverse viene auspicata da più parti l’adozione di un registro dei delinquenti sessuali e l’introduzione di norme standard per la sorveglianza delle persone pericolose.
Ad esprimersi in tal senso sulla stampa domenicale sono il vicepresidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, Beat Villiger (PPD), e la consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH), che ha annunciato, tra l'altro, l'inoltro di una mozione per poter cambiare il Codice penale.
La morte della 34enne, madre di una bambina di otto mesi, ha sollevato un'onda di indignazione. La donna lavorava da sei mesi al centro di socioterapia ginevrino La Pâquerette, integrato nel recinto della prigione di Champ-Dollon.
RedMM/TXT
Il dettaglio
Cittadino franco-svizzero di 39 anni, era detenuto dal 2012 nel centro di socioterapia La Pâquerette nel carcere ginevrino di Champ-Dollon, dove scontava una condanna cumulativa a 20 anni per due casi di violenza carnale, uno a Ginevra (5 anni di carcere) e uno in Francia (15 anni).



