Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla frana di Davesco, che il 16 novembre del 2014 travolse una palazzina, uccidendo due donne. La Corte dei reclami penali (Crp) ha respinto il ricorso inoltrato dal legale del proprietario dell’area, con cui chiedeva la ricusa del perito giudiziario, l’ingegner Rinaldo Passera.
Due i motivi evocati: da un lato la fuga di notizie sugli esiti del rapporto; dall’altro un presunto conflitto d’interessi, legato al fatto che, dopo la tragedia, lo stesso Passera avesse collaborato con la Città di Lugano per la messa in sicurezza della zona. La Crp, come detto, ha però rispedito il ricorso al mittente, giudicandolo tardivo e infondato.
La perizia – ricordiamo – aveva evidenziato degli errori nella progettazione del muro eretto a monte del terreno, poi ceduto a seguito delle abbondanti precipitazioni. Secondo l’esperto, anziché ancorarlo alle fondamenta dello stabile lo si sarebbe dovuto fissare alla roccia sottostante, sulla quale era invece praticamente appoggiato.
Francesco Lepori




