Ticino e Grigioni

Désalpe, storia di "rifugiati climatici"

La montagna e i suoi abitanti sono al centro dell'opera di poesia sonora che sarà presentata questa sera, giovedì, ad Airolo; intervista all'autore e al traduttore

  • 20.02.2014, 07:30
  • 21.08.2024, 08:47
Désalpe, storia di ''rifugiati climatici''

Désalpe, storia di ''rifugiati climatici''

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“Era da tempo che volevo parlare dell’inverno, delle nostre preoccupazioni nei confronti dei cambiamenti climatici”. Antoine Jaccoud , che abbiamo contattato telefonicamente, è l’autore di “Désalpe” (“Lo scarico”*), l’opera di poesia sonora che sarà presentata questa sera, giovedì ad Airolo (guarda il programma completo delle cinque serate organizzate dalla CORSI in collaborazione con l’Alleanza patriziale ticinese).

Scritta nel 2011, la pièce racconta della gente di montagna che per anni ha potuto contare sul cosiddetto “oro bianco”, la neve, e si trova improvvisamente senza lavoro, senza un futuro a causa delle scarse precipitazioni. “Questa persone sono per me dei rifugiati climatici, sono stati allontanati dal loro ‘paradiso alto’: avevano creduto nello sviluppo turistico e poi si sono trovati a dover scendere a valle e lasciare quanto costruito”.

“Ho deciso di realizzare ‘Désalpe’”, ci spiega sempre Jaccoud, “dopo aver scritto ‘L’Enfant d’haut’ di Ursula Meier”, in cui la montagna fa da sottofondo alla storia. “Ho visto le nostre cime senza neve, con gli sciatori che si muovevano su piste poco innevate”, da lì è nata l’idea di mettere in scena un’opera che parlasse di questa realtà “triste e di solitudine”, molto svizzera ma che interessa tutte le regioni montane.
Il lavoro dello sceneggiatore è stato tradotto in italiano dal giornalista Daniel Paul Bilenko (guarda intervista a lato) che ha rimaneggiato il testo per renderlo più vicino al mondo della montagna della Svizzera italiana.

*la fase finale della transumanza

Alessandra Spataro

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  • Jaccoud - "Era da tempo che volevo parlare dell'inverno e delle montagne"

    RSI Info 17.02.2014, 15:59

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  • Jaccoud - D?salpe e i "rifugiati climatici"

    RSI Info 17.02.2014, 16:00

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  • Jaccoud e il suo rapporto con la montagna

    RSI Info 17.02.2014, 17:59

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L'intervista al traduttore di "Désalpe"

“Nelle cinque serate (seguite sempre da un dibattito) in cui sarà presentato “Désalpe” gli spettatori potranno ascoltare questa poesia sonora con cuffie senza filo (con effetto olofonico)”, ma non solo, “saranno proiettate anche immagini che sono state scelte dagli archivi RSI e dal Fondo filmati privati”. “E’ un po’ una scommessa quest’ultima”, ci spiega Daniel Paul Bilenko , “siccome i filmati scelti, amatoriali, non sono stati realizzati in funzione della pièce: è una sperimentazione, l’obiettivo è di dare un valore aggiunto agli spettatori che potranno non solo ascoltare ma anche vedere il mondo descritto”. Com’è stato il lavoro di traduzione? “E’ stato un adattamento regionale, su diversi piani, topografico e culturale: le montagne citate nel testo originale non sono le stesse, ho scelto i nomi delle cime che conosciamo qui nella Svizzera italiana. Inoltre, agli attori abbiamo chiesto di non recitare usando la dizione e in qualche passaggio ho scelto di introdurre qualche parola e frase in dialetto”.

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