Il Consiglio di Stato ticinese si è fatto coinvolgere in una campagna di stampa denigratoria che getta discredito sul lavoro fatto dai comuni rivieraschi italiani in materia di depurazione. Questa è la presa di posizione dei sindaci che amministrano la sponda italiana del Ceresio, i quali rispondono tramite un comunicato unitario ed un'assemlea, alla richiesta di Bellinzona di porre fine allo sversamento di acque luride a pochi minuti di motoscafo da Morcote.
I sindaci italiani ammettono alcune problematiche nelle reti idriche, ma in più passaggi del comunicato fanno presente che si tratta di episodi di carattere straordinario che accadono anche in Svizzera.
La Provincia di Varese ed il Comune di Lavena Ponte Tresa, sollecitati dalla missiva dello scorso maggio inviata da Bellinzona, hanno già risposto al Governo ammettendo l'esistenza di alcuni problemi e la volontà di risolverli. Pietro Roncoroni, sindaco di Lavena, nell'assemblea di cui sopra ha detto che "l'azione degli svizzeri (il pressing operato dal CdS per risolvere le criticità fognarie, ndr) è posta in atto più per ragioni politiche che reali", sostenendo che "vengono enfatizzate le magagne italiane dalla stampa elvetica e invece, di converso, viene messo a tacere quanto accade sul territorio svizzero". Dichiarazioni che non mancheranno di far discutere.
Simone della Ripa





