Nell’inchiesta ticinese su Davide Enderlin c’è un nuovo indagato. Si tratta del consulente della maga Ester Barbaglia, morta nel 2013, a cui Enderlin e complici avrebbero sottratto il capitale (mezzo milione di franchi) utilizzato per costituire la società dell’anziana veggente, la Esbar.
Il cittadino italiano, interrogato per tutta la giornata di ieri, è accusato di appropriazione indebita. Secondo gl’inquirenti si sarebbe impossessato illecitamente delle azioni della Esbar. Azioni al portatore, delle quali si è persa (almeno per il momento) ogni traccia. L’uomo, residente nel Milanese, nega però ogni addebito. Ora – come detto – è sotto inchiesta. Il procuratore pubblico Andrea Minesso non ha comunque ritenuto necessario disporne l’arresto.
E non è tutto. Il consulente stesso ha rivelato di essere già indagato nella Repubblica di San Marino, da cui proveniva il mezzo milione impiegato per creare la Esbar. L’accusa è di circonvenzione d’incapace, e si riferisce a un altro episodio: al tentativo (stavolta fallito) di sottrarre alla maga, dopo il suo decesso, un milione e 300mila euro. I soldi sarebbero dovuti finire sempre sul conto luganese della Esbar, aperto alla Banca dello Stato. Ma l’istituto di credito sammarinese bloccò il trasferimento.
Francesco Lepori



