Ticino e Grigioni

Caso Cheda, nessun caporalato

È la conclusione del Ministero pubblico sull'autodenuncia del fondatore della Scuola di giornalismo di Bellinzona

  • 18.05.2017, 08:59
  • 4 maggio, 18:05
Il giornalista Matteo Cheda

Il giornalista Matteo Cheda

  • ©Tipress

Matteo Cheda, fondatore della Scuola di giornalismo di Bellinzona, non ha commesso i reati di usura né di concorrenza sleale. È la conclusione cui è giunto il Ministero pubblico ticinese.

Lo segnala un comunicato stampa diffuso dallo stesso Cheda.

In seguito a una segnalazione ricevuta dal sindacato OCST, lo scorso 14 aprile Cheda, si era autodenunciato per “caporalato” che in base alla legge svizzera corrisponde ai reati di usura e concorrenza sleale. Secondo la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, non vi sono tuttavia gli elementi per aprire un procedimento penale.

SP

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