Non più alla Stampa, ma al cosiddetto “Stampino”. È lì che d’ora in avanti tutti i condannati potranno chiedere di scontare subito la loro pena. Unica condizione: il fatto che siano scongiurati il rischio di fuga e di recidiva. Lo ha stabilito lunedì la Corte dei reclami penali, accogliendo parzialmente l’istanza inoltrata dall’avvocato Yasar Ravi.
Tutto è partito dalla sentenza emessa contro un suo cliente, condannato a cinque anni per il tentato omicidio avvenuto a Locarno nell’agosto del 2009. Il giudice dei provvedimenti coercitivi aveva disposto il carcere chiuso, così come prevede la prassi in vigore da tempo per tutti i detenuti che devono scontare più di tre anni. Prassi che però, secondo la CRP, risulta incompatibile con la revisione del codice penale, entrata in vigore nel 2007. Il criterio determinante non è la durata della pena, ma – come detto – l’eventuale esistenza del pericolo di fuga o di recidiva.
Anche una persona condannata all’ergastolo potrebbe dunque, in teoria, beneficiare immediatamente del carcere aperto, che prevede un regime più agevolato. La decisione, che richiama l’articolo 76, è inappellabile.
Francesco Lepori




