Ticino e Grigioni

Brissago: le prime risposte

Nessuna impronta sui coltelli branditi dall’asilante ucciso. La pistola dell’agente non era difettosa

  • 12.03.2018, 12:45
  • 4 maggio, 19:32
Piazza Municipio 5 a Brissago

Piazza Municipio 5 a Brissago

  • rescue media

Il Forensisches Institut di Zurigo ha consegnato la prima parte della perizia commissionata dalla procura per far luce sull’intervento di polizia che il 7 ottobre scorso, a Brissago, sfociò nella morte di un richiedente l’asilo dello Sri Lanka. Il 38enne stava brandendo due coltelli. Si trovava sul pianerottolo della sua stanza quando un agente della cantonale, dopo avergli intimato l’alt, sparò tre volte. Le prime due all’altezza dei reni, la terza (vedendo che non arretrava) al torace.

Il rapporto conferma l’esistenza dei tre colpi, fissando esattamente tutti i punti sulla base dei quali verrà effettuata, a breve, una ricostruzione tridimensionale. Gli esperti, guidati dal professor Martin Lory, hanno accertato inoltre che la pistola era perfettamente funzionante. Sui due coltelli non hanno rinvenuto le impronte digitali della vittima. Le tracce – precisa il referto – potrebbero però essere state cancellate dal sangue dell’uomo.

Ora non resta che attendere la ricostruzione. Tra gli aspetti che la seconda parte della perizia dovrà determinare c’è anche la posizione esatta dell’asilante e dell’appuntato della gendarmeria al momento della sparatoria. Il procuratore pubblico Moreno Capella trarrà quindi le debite conclusioni. Il magistrato conta di chiudere l’inchiesta entro la fine di maggio.

Francesco Lepori

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