Ticino e Grigioni

Boom di fallimenti in Ticino

Aumento del 28% nei primi 11 mesi dell'anno, mentre in Svizzera diminuiscono; crescono anche le nuove imprese

  • 20.12.2013, 11:33
  • 4 maggio, 12:42
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  • tipress

I fallimenti sono in calo in Svizzera, ma in Ticino nei primi 11 mesi dell’anno si è verificato un vero e proprio boom delle insolvenze: la società Bisnode (ex Dun and Bradstreet) che stila un regolare bilancio ha contato a sud delle Alpi 332 chiusure aziendali dettate da mancanza di liquidità, il 28% in più che nel 2012.

Il numero complessivo delle cessazioni di attività è sceso da 464 a 411 solo perché sono drasticamente diminuite (da 204 a 79) quelle determinate da lacune organizzative.

Nel contempo, però, il Ticino è anche il cantone più dinamico, con 2'846 nuove iscrizioni al registro di commercio (+14%) su un totale nazionale di 36'584.
A livello svizzero 5'801 ditte hanno smesso di operare (un dato in flessione dell’8%), di cui cui 4'156 per l’incapacità di far fronte ai pagamenti. I cantoni più in difficoltà, Ticino a parte, sono Lucerna e Basilea Campagna, i settori più a rischio invece la ristorazione, l’edilizia e l’artigianato.

ATS/pon

L'interrogazione

L’interrogazione del 17 giugno 2013 al Consiglio di Stato in merito all’allestimento di una lista nera delle persone che sono state protagoniste di vari fallimenti di associazioni – siano esse SA o SAGL – è stata respinta. Il Consiglio di Stato ritiene tuttavia che l’interrogazione non può essere attuata per mancanza di base legale, soprattutto in relazione ai principi della protezione dei dati.

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