Ticino e Grigioni

"BSI, reazioni ambivalenti"

Natalia Ferrara: "Il ricorso è la conferma che la decisione della FINMA non era cresciuta in giudicato"

  • 23.06.2016, 14:58
  • 4 maggio, 15:30
BSI, futuro incerto...

BSI, futuro incerto...

  • © tipress

BSI ha deciso di impugnatre la decisione di enforcement comunicata dalla FINMA il 23 maggio scorso. Lo ha anticipato la RSI giovedì mattina. E questa decisone, secondo Natalia Ferrara, responsabile regionale dell'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB), "è la conferma che la decisione della FINMA non era cresciuta in giudicato".

Lei come legge questo ricorso? Quantomeno, in BSI, ci sono dei dubbi…
"Questo ricorso è la conferma che la decisione della FINMA non era cresciuta in giudicato. Quando in maggio la FINMA ha pubblicamente dichiarato l’irregolarità che contestava alla banca e le relative sanzioni, è subito sorto un dubbio: questa decisione era definitiva, e per questo pubblicata, oppure no? Ora sappiamo che non lo era. Da parte nostra, come ASIB, da un lato riconosciamo il diritto a BSI di ricorrere. E ci mancherebbe altro. All’altro è però inevitabile constatare che questo genera un’incertezza ulteriore. Come pure una conseguente maggior assunzione di responsabilità della banca verso il personale".

I tempi rischiano ora di allungarsi?
"Le due banche, a meno che ci sia un effetto sospensivo, devono procedere nei termini previsti. La decisione che fa stato è quella di un'integrazione totale di BSI in EFG entro maggio dell’anno prossimo. La volontà di ripristinare ordine ed avere chiarezza, riportando anche i fatti dal punto di vista di BSI, è legittima. Al contempo ora crescerà l’attesa, da parte del personale, per capire quale modello di banca e di conseguenza quali centri di competenza - e dove - si decideranno di realizzare. Noi comunque continuiamo per la nostra strada, come incaricati dall’assemblea: stiamo preparando la corrispondenza e gli incontri con BSI, EFG e FINMA. Per noi, da questo punto di vista, non cambia nulla".

La sanzione, secondo lei, è troppo grave?
"La FINMA vuole essere severa? Va bene, come si suol dire. Ma allora ci dicano chi ha sbagliato, cosa e anche quando. Chi deve pagare lo scotto di quella multa?"

Non tutti, da nostre informazioni, erano d’accordo che si facesse ricorso…
"Lo capisco. Anche nei contatti che i vari soci hanno avuto con noi, su vari livelli - dipendenti, manager ed azionisti - c’erano persone non convinte. In ambito giudiziario è sempre così. Questo ricorso genera costi ed incertezza. Se però servirà quantomeno a fare chiarezza sulle responsabilità puntuali e a rendere pubblici i nomi delle singole persone coinvolte, evitando così di mettere nell'ombra un’intera banca, sarà stato molto utile. Capisco però che ci siano delle perplessità. Ed immagino che tra BSI e EFG, sulla questione, ci sta stato quantomeno uno scambio di vedute".

Insomma, più ottimismo o solo maggiore incertezza? Cos’ha generato questo passo nel personale di BSI?
"Come detto i contatti che abbiamo avuto sono ambivalenti. Da un lato c’è chi ritiene che fosse un gesto non solo di diritto, ma un dovere per ripristinare ordine e chiarezza. Perché nessuno nega la gravità dei fatti di Singapore. Ma da qui a distruggere un istituto... ce ne corre. Dall’altro c’è chi dice che è meglio concentrarsi su EFG e verso i propri clienti per assicurarsi posizioni future nell’ottica della fusione, senza andare in procedura contro la FINMA. In un momento nel quale regnano le incertezze e nel quale le risposte che si hanno sono quasi sempre negative, sommando a questo anche l’incertezza giudiziaria, per taluni non è proprio un passo positivo".

Joe Pieracci

Dal TG 12.30

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