Il sostegno politico alle Officine di Bellinzona, dove si rivendica il rispetto da parte delle FFS degli accordi sottoscritti nel 2013 per garantire il futuro dello stabilimento, si fa sempre più ampio. A un gran numero di parlamentari e al Consiglio di Stato si è aggiunta anche la commissione della gestione del Gran Consiglio che martedì ha incontrato i rappresentanti del comitato “Giù le mani” guidato da Gianni Frizzo.
Il fronte ticinese è compatto nel difendere la scelta di avviare il Centro di competenze dotandolo di 2 milioni di franchi e dei contatti necessari al suo sviluppo, ma pure nel rivendicare che le Ferrovie traducano in pratica di quanto concordato in termini di volumi di lavoro, investimenti e progettualità.
Se non otterrà soddisfazione, il Comitato ad aprile potrebbe chiedere la riattivazione dell'iniziativa popolare consegnata nel marzo 2008 con 15'000 firme per rivendicare un polo tecnologico-industriale a Bellinzona. Un testo che chiede molto più del Centro di competenze nel quale le FFS, si sostiene, non credono dato il calo del lavoro e il rinvio degli investimenti.
Diem
Dal Quotidiano:
Dagli archivi RSI




