Il Ticino, per il collegamento A2-A13, tornerà a bussare a Berna. Il neoconsigliere di Stato ticinese Claudio Zali, che si era preso un po' di tempo per approfondire i temi che da poco si è trovato ad affrontare come direttore del Dipartimento del territorio, lunedì richiama la Confederazione alle sue responsabilità dopo il no espresso dal popolo svizzero all'aumento del prezzo della vignetta autostradale.
“Sicuramente si deve tornare a Berna e cercare li i finanziamenti per questa opera, un piano B non è concepibile perché i costi non sono sopportabili dal solo Cantone. E quindi il Consiglio di Stato, unitamente alla deputazione ticinese alle camere, dovrà attivarsi a livello federale affinché sia risolta in modo soddisfacente la questione del finanziamento di questa opera stradale prioritaria”, spiega Zali. E questo discorso, per il ministro leghista, vale anche per il completamento della strada del Gaggiolo.
In generale, sul problema del traffico in Ticino, Zali conclude: “Sarebbe bello se avessi la bacchetta magica. I frontalieri occupano 10 auto in 11 ed i ticinesi negli orari di punta fanno la stessa cosa. Senza spendere miliardi basterebbe un comportamento più virtuoso e dimezzeremmo il traffico”.
CSI/redMM
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RSI Info 02.12.2013, 18:57





