Hanno avuto luogo nel pomeriggio a Villars, in una chiesa troppo piccola per contenere le 500 persone accorse, i funerali della 19enne rapita il 13 maggio a Payerne e poi uccisa dal suo sequestratore, un 36enne già a piede libero nonostante nel 2000 fosse stato condannato a 20 anni di carcere per fatti analoghi.
Il padre della vittima ha tenuto a ringraziare i convenuti definendoli un baluardo d'amore di fronte all'orrore e all'impensabile.
Da parte sua, il sindaco del paese ha lodato l'atteggiamento dei parenti della ragazza per la lezione di civiltà che sono riusciti a impartire all'intera comunità anche in un momento terriibile come questo. "Vi vogliamo bene", ha concluso in quello che è stato uno dei momenti più toccanti della cerimonia.
I cantoni vogliono cambiare strategia
Messe in allarme da questo dramma, le autorità di diversi cantoni hanno intanto fatto sapere che intendono rivedere il loro modo di tenere sotto controllo i criminali pericolosi.
L'idea di base è di far figurare il nome dei possibili recidivi in un registro comune. Questo strumento dovrebbe permettere una reazione molto più rapida in caso d'emergenza.
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