“La Svizzera non espella persone nei paesi in cui viene praticata la tortura". È l'invito che Partrick Walder di Amnesty International ha rivolto alla Confederazione lunedì durante una conferenza stampa a Berna destinata a lanciare una campagna globale, che si concentrerà in alcuni paesi (Marocco ed Uzbekistan ad esempio).
La Svizzera ha ratificato la Convenzione dell'ONU in materia nel 1986. Secondo Amnesty potrebbe fare di più a livello internazionale per mettere fine alla tortura. In tal senso, si è sottolineato davanti ai media, è positivo che, assumendo la presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), la prevenzione di tali pratiche sia una priorità.
Nel 2014 sono 79 i Paesi nel mondo dove avviene la tortura. Negli ultimi cinque anni sono addirittura 141. L'Europa si comporta meglio del resto del mondo, dove, dall’11 settembre, la situazione sarebbe peggiorata.
Red. MM/ATS
La situazione a livello internazionale
Quasi la metà della popolazione mondiale teme di essere vittima di tortura in caso di detenzione e la tortura è stata perpetrata in 141 paesi negli ultimi cinque anni. E' questo il dato rilevato da Amnesty International attraverso uno studio condotto in 21 paesi e interrogando 21mila persone.
Brasile e Messico sono le nazioni in cui la paura è più forte. Nel paese che ospita i mondiali di calcio 4 persone su 5 addirittura temono violenze in caso di arresto. Un risultato spiegato ai microfoni della RSI da Nadia Beulen della sezione svizzera di Amnesty international e specialista di questa area geografica.







