La modifica di legge che introduce la privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria, approvata lo scorso 15 aprile dal Gran Consiglio ticinese, "banalizza i problemi della vigilanza e aumenta il rischio di collusione e fughe di notizie".
E' la posizione del comitato referendario, ossia Sindacato dei servizi pubblici (VPOD) con il sostegno del PS, che si è presentato oggi a Bellinzona.
Le nuove norme prevedono, dopo un periodo di formazione obbligatoria, la delega ad agenti privati di compiti di sorveglianza di persone sottoposte a fermo o a carcerazione amministrativa.
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Il servizio di Alberto Tettamanti
RSI Info 29.04.2013, 19:15





